La Glueberry OG è una varietà femminizzata pluripremiata, molto produttiva e ricca di resina. Nasce dall’incrocio tra Gorilla Glue #4, Blueberry e OG Kush, tre genetiche stabili che hanno vinto svariate Cannabis Cup: le premesse per ottenere delle cime eccezionali ci sono tutte. Fa parte della premiata collezione USA Special, nota per i suoi raccolti abbondanti, gli aromi intensi e gli effetti potenti. In questo report di coltivazione, Miss Mary dell’Urban Growers Collective ha coltivato una Glueberry OG indoor con luci a LED. Le foto sono di Antonio.
Glueberry OG coltivata indoor con luci a LED

Glueberry OG: grow report di Miss Mary
Dati di coltivazione
| Varietà | Glueberry OG |
| Tipo di semi | Semi femminizzati fotoperiodici |
| Numero di semi | 5 |
| Data di germinazione | Dicembre 2016 |
| Tasso di germinazione | 100% |
| Tempo di germinazione | 3–4 giorni |
| Fase vegetativa | 9 settimane con ciclo impostato a 18/6 |
| Durata della fioritura | 9 settimane (58–63 giorni) |
| Stretch in fioritura | Moderato, 100–150% |

Informazioni sulla coltivazione
| Grow box | Homebox R120 |
| Dimensioni del grow box | 120 × 90 cm |
| Vasi | 5 piante dentro Air-Pot da 20 l |
| Substrato | Fibra di cocco e terriccio Light Mix in rapporto 1:4 |
| Sostanze nutritive | BioTabs e fertilizzanti BAC |
| Irrigazione | Manuale |
| Tecniche di coltivazione | Naturale + bending e supercropping |
| Illuminazione | LED GN HS1 (75 W) all’inizio; 2 HS1 in vegetativa; 3 SANlight S4W (420 W totali) in fioritura |
| Distanza luce/estremità | Tra i 20 e i 40 cm durante la fioritura, in base alla posizione nella grow room. |
Glueberry OG: germinazione e fase vegetativa senza problemi
Germinazione:
Niente di particolare da segnalare: tutti e 5 i semi sono germinati correttamente. Le piantine sono state messe all’interno di vasi da 0,25 l e lasciate crescere per circa 3 settimane con una lampada a LED HS1 da 75 W.

Fase vegetativa (18/6):
Dopo 3 settimane abbiamo trapiantato quattro piante negli Air-Pot da 1 l e la quinta in un vaso normale quadrato da 1 l, perché gli Air-Pots erano finiti. Sono rimaste lì altre 4 settimane in fase vegetativa, mentre preparavamo lo spazio per la fioritura. È tanto tempo per dei vasi così piccoli, ma con luce e acqua a sufficienza le piante possono comunque crescere ancora parecchio. Infine le abbiamo trasferite tutte dentro gli Air-Pots da 20 l, dove hanno trascorso altre 2 settimane in vegetativa: il tempo di sviluppare le radici e occupare tutto il grow-box da 1 m².

Alcune piante tendevano ad allungarsi tanto, quindi abbiamo contenuto l’altezza piegando i rami usando cropping e supercropping. Fino a quel momento bastavano i due LED HS1 da 75 W, accesi 18 ore al giorno.
Durante la fase vegetativa serve meno luce rispetto alla fase di fioritura, quindi si consuma meno energia. Se non potete ridurre la potenza, potete togliere una lampada o usare un dimmer oppure potete semplicemente alzare le luci. Troppa luce durante la fase vegetativa potrebbe danneggiare le piante.

È sempre interessante vedere quanto rapidamente le piante reagiscano al supercropping. A volte l’effetto è simile a quello del topping: abbassando il ramo principale, quelli laterali cercano di prenderne il posto e diventare la cima dominante. Così si limita l’altezza senza sacrificare la cima principale.
Attenzione però: non tutte le varietà lo sopportano, alcune volte i rami si spezzano anche con la massima cautela.

La Glueberry OG aveva un bel verde acceso e dei fusti robusti. In vegetativa abbiamo praticato molto supercropping e nei punti piegati si sono formati grossi nodi.
Ci è capitato spesso di vedere le cime più grandi proprio sui rami trattati, ma è solo un’ipotesi: non sappiamo se sia davvero così. Mi sono sempre chiesto se quei nodi facessero passare più linfa e nutrienti.

Glueberry OG in fioritura
Passando al ciclo di illuminazione impostato a 12/12, tutte le piante hanno mostrato uno stretch moderato, soprattutto durante la prima settimana e fino alla seconda.
Dalla terza hanno smesso di allungarsi, mentre i fiori si sviluppavano in fretta. Le cinque piante crescevano vigorose e la chioma era diventata così fitta che abbiamo dovuto togliere molte foglie. Si sono riprese bene e la luce riusciva finalmente a raggiungere tutti i punti di fioritura.
Le cime erano tondeggianti e piene di lunghi pistilli bianchi: promettevano di diventare grandi e compatte. Su alcune erano comparse alcune punte sbiancate dalla luce.
Era una delle prime volte che usavamo le SANlight S4W e stavamo ancora cercando la distanza giusta. Le abbiamo alzate a 40 cm circa e le bruciature sembravano essersi fermate.
Nelle settimane successive la maturazione è stata rapida: i pistilli diventavano arancioni e i tricomi aumentavano a vista d’occhio.

I fenotipi erano diversi, ma tutti producevano molta resina sia sulle cime che nelle foglie, con altri fiori ben compatti. Alcuni sembravano particolarmente potenti: le foglioline attorno alle cime erano coperte da uno spesso strato bianco ricoperto di tricomi, appiccicose e quasi vellutate al tatto.
La pianta in fondo a destra forse era quella con le cime più bianche e resinose: la mia preferita. Era anche la più grande e quella su cui avevamo fatto più supercropping.
Cresceva così in fretta che avevamo piegato più volte il fusto principale per dare alle altre il tempo di raggiungerla. Nonostante i segni evidenti, non ne ha risentito affatto ed il ramo continuava a puntare verso l’alto.
Altre piante iniziavano a piegarsi sotto il peso delle cime, soprattutto sui rami laterali più sottili. Quelli più robusti, anche se piegati o trattati con supercropping, reggevano senza problemi. I fenotipi più rapidi sembravano pronti in poco meno di 8 settimane; gli altri ne hanno impiegata una in più.
Verso la fine della fioritura, su alcune cime sono comparse delle «banane», forse per lo stress luminoso subito durante la prima metà della fioritura, quando stavamo ancora regolando le nuove lampade.
Per fortuna non si sono formati semi: probabilmente le banane sono spuntate quando i fiori erano già maturi, oppure erano sterili.
Alla fine abbiamo lasciato fiorire tutti i fenotipi per 9 settimane circa.

Tutte le piante avevano una cosa in comune: cime durissime e molto compatte, difficili perfino da schiacciare. Questo ha reso il trimming ancora più facile e veloce. Alcune mostravano delle splendide sfumature di colore sulle foglie e sui fiori ed erano davvero belle. Quei fenotipi avevano un profumo più dolce e fruttato, probabilmente per una maggior influenza della genetica Blueberry.
I fenotipi rimasti verdi sembravano invece i più potenti. Due in particolare avevano foglie piene di tricomi e delle cime molto appiccicose, dall’odore intenso e pungente che mi piaceva parecchio. Le note erano più acidule, chimiche e di pino: direi che in loro prevaleva la Gorilla Glue.

Raccolto della Glueberry OG
Altezza finale (cm)
La maggior parte delle piante è arrivata a 65–70 cm; le due più grandi a 80–85 cm circa. Le avevamo piegate e sottoposte più volte a supercropping: senza questi interventi credo avrebbero superato facilmente il metro. La Glueberry OG cresce con vigore, ma senza diventare ingestibile. Con le tecniche giuste è facile tenerne sotto controllo l’altezza.

Rapporto calice/foglie (il trimming è facile?)
Sì, soprattutto grazie alle sue cime molto compatte. Quando i fiori sono così compatti, pulirli richiede meno tempo. Erano anche piuttosto rotondi, senza le tipiche «foxtail» che complicano il trimming. Le foglioline da togliere non mancavano, ma il lavoro è andato comunque veloce.

Qualità (resina, aroma, compattezza):
Cime incredibilmente belle, di qualità superiore e abbastanza uniformi, con un aspetto tipico degli ibridi indica/sativa. La compattezza e l’abbondanza dei tricomi le rendono particolarmente invitanti. Alcuni fenotipi di Glueberry OG avevano anche delle sfumature di colore viola scuro, che le valorizzavano ancora di più.
Le cime erano verde chiaro, con dei pistilli arancioni accesi. Due dei miei fenotipi preferiti avevano un aroma molto intenso, con note acidule, di pino, dolci e chimiche. Erano quelli di colore verde chiaro, completamente ricoperti di resina e appiccicosissimi. Negli altri fenotipi il profumo andava dal dolce e floreale al legnoso ed erbaceo, con sentori di lavanda e terra.
Al microscopio si vedevano già parecchi tricomi ambrati, segno che era arrivato il momento del raccolto. La maggior parte delle ghiandole di resina, però, era ancora lattiginosa.

Impressioni sulle cime della Glueberry OG
Resa:
Le cinque piante hanno prodotto poco meno di 400 gr di cime con 420 W di illuminazione a LED. Considerando le 8–9 settimane di fioritura, eravamo soddisfatti. Le due più grandi hanno dato 80–85 gr di cime secche ciascuna, la più piccola era di 65 gr circa e le altre due una quantità intermedia. Niente male per una varietà così rapida, coltivata con semplici piegature e supercropping per mantenere l’estremità uniforme. La resa complessiva si è avvicinata a 1 gr/W: un bel risultato al primo tentativo con questa genetica.

Dopo il concia:
Le cime hanno un profumo intenso, soprattutto acidulo, floreale e dolce. Alcuni fenotipi tendono invece al pino, al legno e alle erbe. Anche il gusto è piacevole, leggermente fruttato, con sfumature dolci e acidule. Personalmente, però, quelli con le note di pino più marcate non mi hanno convinto: per i miei gusti erano troppo aspri e legnosi.
Voto complessivo (su 5 stelle): 4
Molto potente, cime dall’ottimo aspetto con aroma e gusto interessanti. Peccato non aver trovato nessun fenotipo che si avvicinasse di più alla OG Kush: forse avrebbero alzato il voto per aroma e gusto.

Resa secca
400 g
Voto complessivo
★★★★☆
Aroma
★★★★☆
Gusto
★★★½
Effetto
★★★★½
Aspetto delle cime
★★★★☆
Considerazioni finali sulla Glueberry OG
Osservazioni e consigli per questa varietà:
Coltivare la Glueberry OG è stato davvero piacevole. Non è esigente con i nutrienti: nessuna delle piante ha dato problemi e tutte sono arrivate al raccolto sane e vigorose.
I fusti sono grandi e robusti e produce delle cime grosse, che verso la fine della fioritura diventano molto pesanti. Conviene sostenerle con una rete o delle corde, per evitare che i rami cedano.
Sembra però sensibile alla luce troppo intensa: le cime più vicine alle lampade mostravano qualche bruciatura. Alla fine della fioritura sono comparse anche alcune «banane», forse un altro segno di sensibilità allo stress. Sopporta invece molto bene le piegature e il supercropping. Consiglio inoltre di eliminare parte delle foglie all’inizio e verso la metà della fioritura, così da migliorare il passaggio dell’aria e dell’ossigeno fra le cime.
In conclusione, sono cime molto gustose e potenti: ne basta poca per sentire rapidamente un effetto intenso e duraturo.
L’aroma e il gusto sono aciduli, dolci e floreali, con note di pino. Il profumo è pungente e, una volta accesa, la sentirete da lontano. É davvero un bell’ibrido.


